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21 / 07 / 2014

Il Sindacato degli Autori

Questo Sindacato, come è riportato alla voce "Chi siamo", opera da molti anni nella difesa dei diritti che "sarebbero" dovuti a tutti gli operatori della musica.
In Italia, chi "fa" la musica, ha minore gratificazione, in termini economici e di considerazione, di chi la musica la "usa".
Eppure, la Musica, la usano tutti. E' impossibile immaginare un qualsiasi evento, senza partire dalla musica.
Che sia di commento, intrattenimento o di sostegno alle altre opere. Vedi Cinema e Tv. Teatro e Radio. Feste e Ricorrenze.
Sono cose talmente semplici nella loro evidenza che sembra quasi inutile starle a sottolineare. Invece, il problema è esattamente li: Questo, perché, ad onor del vero, siamo i più deboli. Quelli meno organizzati. Quelli che tanto poi le cose.....alla fine....
Ma, soprattutto, non siamo nessuno! Praticamente, non esistiamo. Tasse a parte che invece ci vengono richieste e pretese a piene mani, da una Stato che "non ci conosce"! Gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono molti. Non ultimo, il Presidente della Siae Gino Paoli che mi ha preceduto in questo incarico, (ne sono estremamente onorato), è finalmente riuscito, dall'alto della Sua indiscutibile credibilità,  a trovare nel Ministro Franceschini, un interlocutore il quale, comprendendo uno dei nostri problemi, ha firmato il decreto legge per la copia privata. Avvicinandoci un pochino, a quelle che sono la regola in Europa. I nostri colleghi Europei, sono molto più avanti anche in  questo. Ma ecco, una delle nostre priorità assolute, sarà quella di diventare finalmente, una CATEGORIA.
Come gli Avvocati, gli Ingegneri, i Medici, i Notai, le Colf e i Sagrestani.... Si, l'omino che ci chiede la questua alla S. Messa, ha un sindacato che "contratta" con il Governo del loro salario, orario di lavoro e quant'altro. E perché non dovrebbe essere così?
Noi de  "L'Associazione" e altri organismi, abbiamo dato vita ad una Federazione che diventerà Confederazione.
Ma solo quando saremo Categoria  riusciremo a sedere nella stanza dei bottoni come tutti gli altri, per proporre noi le condizioni adatte per il nostro lavoro.
Non lasceremo che accadrà, come adesso, che altri decidano al nostro posto. Pretenderemo che venga rispettato il nostro lavoro.
Che ritorni il rispetto per il diritto dell'ingegno e un Albo di veri professionisti che potrà vantarsi, come accadeva un tempo, di fare il mestiere della musica.
Con pensioni adeguate, (noi diamo tanto denaro alla Stato) e assistenza Sanitaria gratuita. (l'abbiamo già ben pagata con i nostri diritti trattenuti "alla fonte".
Aiutiamoci e aiutateci in queste battaglie che sono il "nostro" pane quotidiano".

Con rispetto e umiltà, saluto caramente.
Amedeo Minghi

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